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Suited connectors, strategie e opzioni di gioco nel poker texano

su Alex di Maggio | Pubblicato il January 26 2017 | Inserito in Academy
Suited connectors, strategie e opzioni di gioco nel poker texano | {bonus}

C’è chi crede si tratti di un semplice gioco di carte, accessibile a tutti e con regole “facili” da imparare. In realtà le complessità che si celano dietro il poker con le sue differenti varianti sono davvero molteplici. Per diventare esperti e cimentarsi alla pari con le superstar della disciplina sono necessari anni di studio. Chi è riuscito a varcare la soglia del dilettantismo e a passare tra i professionisti si è accorto che per vincere talvolta non sono necessarie solo e soltanto le cosiddette premium hand, e che una “super coppia” come AA, KK e QQ hanno percentuali piuttosto risicate. Soprattutto nel poker texano, che tanto seguito ha avuto anche grazie all’escalation televisiva, bisogna anche imparare a gestire mani non perfette, le cosiddette suited connectors medi. Si tratta di quelle combinazioni di carte consecutive di seme uguale che sottintendono progetti di scala e colore.

È però innegabile che un buon giocatore di poker sa quando è il momento di foldare, ma è pur vero che non deve esserci la paura di giocare. Gli esperti di Gaming Report hanno studiato alcuni consigli per migliorare la strategia di gioco degli amatori e per trarre massimo vantaggio dai suited connectors medi, una strategia applicabile anche nei videopoker e nei giochi di poker online.

L’importanza del posizionamento

Con una mano minore, il giocatore deve innanzitutto valutare la propria posizione rispetto al dealer, entrando in gioco soltanto se il giro lo permette. In questi casi è infatti sempre importante cercare di ottenere il maggior numero di informazioni dagli avversari, e per questo sarà importante adeguare l’occhio alla lettura dei range di apertura degli avversari seduti attorno al tavolo. In ogni caso è sempre importante non dimenticare la difficoltà di centrare combinazioni importanti già al flop per ottenere una scala o un colore sin da subito.

I risultati “nella mischia”

Non è da sottovalutabile con una mano minore la presenza di molti giocatori che chiamano. In questo modo le percentuali di vittoria si ripartiscono tra i vari giocatori in campo, cosa che invece non accade quando i suited connectors si ritrovano contro una coppia alta. Basterà la presenza di uno o due player in più per vedere moltiplicate le probabilità di vittoria, portando a proprio favore la legge dei grandi numeri. La presenza di tanti giocatori arricchisce anche il piatto, e in questo caso una call, soprattutto se al costo di poche chips, vale la pena per vedere quanto meno un flop. E se aumentano i giocatori, salgono anche le probabilità di trovare punti deboli nella strategia di gioco.

Suited fa rima con leader

Quando si decide di giocare una mano con suited connectors vanno anche valutati gli stack dei giocatori presenti al tavolo: se si è Big Stack, la possibilità di massimizzare le vincite è ancora più alta, visto che sarà più facile puntare con maggiore decisione senza permettere agli avversari di intuire la strategia e le carte. Con stack ridotti, infatti, anche in presenza di una scala al flop, sarà quasi necessario andare in all in palesando in anticipo una parte di strategia.

Flop e progetti: come comportarsi

Con i suited connectors in mano, è molto probabile che si verifichi un doppio progetto al flop, ossia la possibilità di avere a terra due carte utili a chiudere una scala e due di seme identico a quelle che il giocatore possiede. Essendo aperte tante strade differenti, la percentuale di chiusura effettiva del progetto sale vertiginosamente abbattendo anche il muro del 30%: 13 sarebbero infatti le carte su 52 che risulterebbero utili alla “causa”. In queste situazioni, se non si è primi di mano, potrebbe essere interessante fare una semplice call senza rilanciare. In questi casi è infatti sempre preferibile far prevalere il cervello sull’istinto: non è da scartare aprioristicamente un colore o una scala più forte di quelli che si hanno in mano. Il giocatore sarà quindi fortemente tentato da puntare al rialzo, ma dovrà valutare attentamente l’entità delle puntate altrui e la forza strategica degli avversari.

Trappole e sorprese

Accanto alle situazioni favorevoli, il poker presenta anche alcune insidie da non sottovalutare. Esistono infatti differenti combinazioni per ottenere un colore o una scala e non è detto che quella che si ha tra le mani è la più alta. In situazioni come queste è sempre importante valutare eventuali slow play: dietro una tattica apparentemente inoffensiva si nasconde infatti una bella trappola, piazzata ad hoc per guadagnare più chips possibili e quindi per accrescere lo stack.

Il sorriso di un flop

In ogni caso, è sempre meglio tenere a mente quali difficoltà statistiche incontra chi possiede i suited connectors medi nel veder realizzati i propri progetti già dopo il flop. È pur vero che però la statistica non è amica del caso, e quindi può anche accadere che dopo le prime tre carte si combini una scala o un colore. La sensazione è delle migliori, si pensa di avere già portato a casa un piatto più o meno ricco. Ancor più coraggio è necessario per eclissarsi e votarsi allo slow play, in attesa delle puntate degli altri protagonisti al tavolo che non tarderanno ad arrivare. Se poi il turn complica i piani inserendo altri progetti di colori differenti, è il momento di agire con le “maniere forti” puntando un bel gruzzolo di chips. In questo caso, infatti, è importante scoraggiare giocatori che potrebbero ritrovarsi al river con una mano superiore, e l’unico modo è quello di sollevare il floor di “ingresso” al turno successivo.