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Nomisma: diminuiscono i giovani che giocano, boom dei frequent players

su Alex di Maggio | Pubblicato il January 23 2017 | Inserito in Speciali
Nomisma: diminuiscono i giovani che giocano, boom dei frequent players | {bonus}

Secondo i dati emersi dalla terza edizione dell’Osservatorio NomismaYoung Millenials Monitor - Giovani & Gioco d’azzardo”, realizzato in collaborazione con Università di Bologna, è in calo il numero di ragazzi che si dedicano al gioco d’azzardo, ma, contemporaneamente aumenta il numero di “frequent players”. L’indagine ha coinvolto un ampio campione di scuole secondarie di primo grado ed ha visto la partecipazione di 11.000 giovani di età compresa tra i 14 e i 19 anni.

È emerso che nell’anno scolastico 2015/2016, circa uno studente su due, (un milione e 240 mila, ossia il 49%) ha giocato almeno una volta. Il dato è in calo rispetto al 54% della rilevazione condotta in precedenza. La quota di giovani giocatori diminuisce, ma aumenta il numero dei cosiddetti frequent players, cioè di coloro che si dedicano al gioco almeno una volta alla settimana o anche più spesso, che passano dal 10 al 17%. I giocatori ‘problematici’ si fermano invece, su scala nazionale, al 5%. Si tratta di cifre abbastanza contenute ma da non sottovalutare, insieme ad altre situazioni considerate “allarmistiche”. La prima fa riferimento al fatto il 47% dei minorenni ha avuto almeno un’occasione di gioco: ciò significa che la rete di protezione volta a limitare l’accesso al gioco non si rivela efficace al 100%.

Dalle interviste somministrate dall’Osservatorio emerge tuttavia che i ragazzi italiani presentano un “approccio piuttosto equilibrato al gioco” e oltre il 70%, spende in media, a settimana, una cifra inferiore a 3 euro. L’11% gioca con cadenza mensile e il 21% si dedica al gioco più di rado. Il 21% comincia a giocare spinto dalla curiosità; il 20% si è avvicinato al gioco per caso. Tra gli elementi indicati come primo approccio al gioco vi sono: il divertimento, per il 18% dei ragazzi, il giocare di familiari o amici (11%), la speranze di vincere dei soldi (11%). Il 27% dei giovani coinvolti, ha giocato ad una o due tipologie di gioco nel corso del 2016; l’11% ne ha provati almeno 3 o 4 e l’11% si è dedicato ad almeno cinque tipologie di giochi.

Rispetto all’indagine precedente emerge una perdita d’interesse verso i giochi tradizionali, come Superenalotto e Lotto, ed una preferenza per i giochi a tema sportivo e online. Il gioco preferito dai giovani sono rispettivamente i Gratta & Vinci (sperimentati dal 35% degli studenti dai 14 ai 19 anni nel 2015), le scommesse sportive in agenzia (23%) e le scommesse sportive online (13%) cui seguono i concorsi a pronostico a base sportiva (12%). Chiudono la classifica gli apparecchi da intrattenimento.

Le scommesse sportive e quelle online suscitano un interessamento legato all’idea che sia coinvolta anche l’abilità e sono anche legate alla passione sportiva”. “Gli apparecchi da intrattenimento non occupano le prime posizioni perché istallati in luoghi pubblici che fanno da protezione”. Ha spiegato Silvia Zucconi di Nomisma in un’intervista rilasciata al Velino.

I maschi del centro sud e delle isole giocano di più

La propensione al gioco varia in base alla tipologia di gioco, al genere ed al contesto sociale e familiare in cui gli studenti sono inseriti. Per quanto riguarda il genere l’incidenza è maggiore tra i ragazzi (59% rispetto al 38% delle ragazze); la propensione al gioco è più forte nelle regioni meridionali e nelle isole (53 e 54%) piuttosto che nelle regioni del Nord (42%). In Emilia Romagna, l’interesse per il gioco d’azzardo tra i giovani è appena inferiore a quello del resto d’Italia: la quota di giocatori è pari al 44%, dato che dimostra la minore propensione del gioco a Nord, e che conferma invece un’attitudine maggiore verso il gioco d’azzardo al centro e al sud.

Si conferma inoltre un dato emerso nella precedente edizione dell'Osservatorio. L’interesse nei confronti del gioco risente anche del tipo di scuola frequentata: i licei hanno una quota molto più bassa di giocatori (42%) rispetto agli istituti tecnici (58%) e professionali (52%). La propensione aumenta nelle famiglie in cui vi è un’abitudine al gioco (64% contro il 9% delle famiglie non giocatrici). Tra i motivi della propensione al gioco rientra anche il rendimento scolastico: emerge che presenta una minore propensione chi ha maggiori competenze probabilistiche, mentre presenta una più alta propensione chi ha un rendimento insufficiente in matematica. Un’ulteriore connessione riguarda giochi e stili di consumo: il numero di giocatori aumenta in caso di consumo di energy-drink (63%), superalcolici (60%), sigarette (57%).